
Quasi nessuno associa lo stato nordamericano con le curiose vestigia rinvenibili in varie regioni per le campagne messicane. Si scoprono giganteschi resti di “acquedotti romani”. Perlomeno simili, in tutto e per tutto, per stile e funzione a quelli rinvenibili in Europa e Nordafrica, definiti “di epoca romana” da parte degli storici.
Tra i più rilevanti, l’acquedotto di Padre Tembleque, l’acquedotto di Chapultepe e di Tecoatl. Ce ne sono diversi altri, più o meno ben conservati.
Sarebbero stati costruiti attorno al 16° secolo dai conquistatori spagnoli ma qualcosa non quadra. Prima di tutto, si rinvengono raffigurazioni di essi in antichi dipinti antecedenti la presunta edificazione. Inoltre, la loro maestosità e dimensione con trova riscontro nella capacità costruttiva dei pochi ispanici che popolavano il Messico di allora.
Quando e chi li ha costrutti, dunque?
L’acquedotto Los Milagros a Meridia (Messico)
