Storia del latino: qualche domanda scomoda

Qualcuno si è posto mai delle domande sull’affidabilità di tali informazioni?
In base a quali fonti gli studiosi possono ricostruire con esattezza cronológica eventi avvenuti 2500 anni fa? Dove e da chi sono state tramandate, custodite e protette le fonti? I documenti antichi erano fatti di pergamena o papiro, materiali facilmente attaccabili da insetti e roditori o vittima di alluvioni, incendi, furti, vandalismo o terremoti.
Qualche dato effettivo e dimostrabile:

  • Fino a due secoli fa, in certe parti d’Italia, non erano nemmeno obbligatori i cognomi. In alcuni stati della Scandinavia, fino a un secolo,fa i cognomi erano facoltativi.
  • Solo due secoli fa, a seguito delle campagne napoleoniche, furono resi obbligatori i registri anagrafici civili e l’accatastamento di terreni e immobili.
  • Fino a 4 secoli fa circa, non esisteva alcun tipo di anagrafe, se non i registri parrocchiali che si occupavano unicamente di tener traccia di battesimi, matrimoni e funerali.
  • Fino al 1752 in Inghilterra e sue colonie, era in uso il calendario giuliano e in Russia il calendario gregoriano fu adottato solamente nel 1917 a seguito della Rivoluzione d’ottobre (che avvenne, in realtà, in novembre appunto per la discrepanza nei calendari).

Come è dunque possibile che esista un corpus così vasto di documenti su fatti, personaggi, filologia risalente a due millenni e mezzo fa? Tali da ricostruire meticolosamente un passato così remoto?
Forse tutta la “letteratura e Storia classica” è frutto di invenzione? Ma da parte di chi?

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