Storie di navi del mondo di Tartaria

Amici, c’è stato qualche problema nella gestione delle risposte ai commenti. Cercherò di rimediare. Vi ringrazio — Il romanzo “Robinson Crusoe” è uno dei libri più letti al mondo. Daniel Defoe lo pubblicò nel 1719 e lo stesso anno uscì anche il seguito, che però non ebbe la stessa diffusione. Questo secondo volume si intitolava “Le più lontane avventure di Robinson Crusoe”, a volte tradotto semplicemente come “Le altre avventure”. Pur essendo meno conosciuto il libro fu censurato in Russia fino al 1922, esattamente un secolo fa. E la cosa singolare è che il libro è ambientato in gran parte in Russia. Quindi perché la censura? Cosa c’era nel libro che non si poteva leggere? Il motivo è che il protagonista parlava di Tartaria, un impero che sarebbe scomparso di lì a poco, sostituito dall’Impero Russo. Alcune avventure sono ambientate in Siberia, nel periodo che va dal 1703 al 1704. L’eroe si sposta fra le città dell’impero, Argun, Tyumen, Nerchinsk, Yeniseysk, Tobolsk, dove soggiorna 8 mesi. Altre città visitate sono Solimansk, Lawrenskoy, Soloy, etc. e tutti i fiumi attraversati vengono citati: Wirtska, Dwina, Kermazinskoy, lago Shaks. Alla fine giunge nella città portuale di Arkangelsk, sul Mar Bianco, e si imbarca su una nave per Amburgo, L’Aia, Londra, dove arriverà il 10 gennaio 1705. E qui finiscono le avventure di Robinson Crusoe. Perchè questa premessa? Per stabilire alcune cose: che Tartaria c’era, che la Siberia era un luogo popolato e vivo, che c’erano navi in grado di viaggiare per migliaia di chilometri. Poi, come già detto, Tartaria scompare. Cosa sia successo dal viaggio di Robinson nel 1703 in poi, fino a quando viene istituito l’Impero Russo, ancora non si sa, ma emergono sempre più prove di un passato diverso da quello scritto nei libri di storia. Per esempio le prove di un diluvio di fango, una catastrofe globale che ha distrutto il mondo precedente. Rimangono però gli edifici, i ponti, i monumenti, le chiese, le cupole, i campanili, anche se i proprietari sono cambiati. E insieme ai beni immobili anche una enorme eredità culturale, fatta di oggetti, arredi, gioielli e forse tecnologia nascosta. E sarebbe rimasto molto di più se un centinaio di città non fossero bruciate, come Mosca, Boston, Chicago, New York. La scomparsa di Tartaria porta come conseguenza alcuni cambiamenti. L’Impero Britannico acquisisce nuovi territori, in America si combatte la Guerra Civile, in Europa Napoleone conclude la Campagna di Russia. E molte battaglie si spostano sui mari, con l’impiego di imbarcazioni e vascelli mai visti prima. Inizia anche la Rivoluzione Industriale e dai cantieri e dagli stabilimenti cominciano a venire fuori i motori a vapore, le macchine per la tessitura, le navi, etc. Si tratta di nuove invenzioni o rifacimenti di quelle precedenti? Seguendo la cronologia ufficiale, arriviamo alla fine dell’800 e ai primi del 900, e dai cantieri di Belfast esce il Titanic, mentre dai mitici cantieri Vulcan di Stettino prendono il mare diverse navi che somigliano al Titanic: la Kronprinz Wilhelm, la Deutschland, la Kaiser Wilhelm der Grosse, e la nave sorella Kronprinzessin Cecilie. Quest’ultima nave, dedicata alla principessa ereditaria dell’Impero Prussiano Cecilia Augusta Maria, nata nel 1886, era un portento. Di proprietà dei Lloyd della Germania settentrionale, era lunga 215 metri, aveva 4 motori a vapore alternativi, a espansione, con due eliche. Gli interni erano lussuosi: saloni con specchi dorati, rifiniture in legni pregiati, letti che si trasformavano in divani, lavabi che diventavano tavoli. I fumaioli erano in nero e giallo dorato. Un biglietto di prima classe costava 2.500 dollari da Amburgo in America. Durante il viaggio inaugurale, però, la nave affondò e dovette essere svuotata per essere riportata a galla. Rimessa a nuovo, cominciò i viaggi in America. E si trovava proprio in America allo scoppio della guerra. Nonostante un tentativo di camuffamento, fu catturata dagli americani. Si dice che al momento della cattura trasportasse 10 milioni di dollari in oro e 3 in argento. Nel 1917 fu ridipinta e venne trasformata nella Mount Vernon, addetta al trasporto truppe. Fu in seguito portata a Boston, dove, 20 anni dopo, fu demolita. Di questa nave, oltre alla documentazione ufficiale, molto dettagliata, è rimasta anche una strana immagine, che la ritrae a secco in una piazza, forse ad Amburgo o Stettino. Si tratta di una piazza perché c’è persino un obelisco e, dietro la nave, un edificio a forma di tempio. Il paesaggio contiene anche altri riferimenti alla passata civiltà, come la chiesa con cupola in lontananza, sulla collina. La collocazione della nave è innaturale, come se fosse giunta lì trascinata da una marea. Il paesaggio dietro è spoglio, con scarsa vegetazione, come se fosse stato dilavato. Molta gente è accorsa a vederla. E’ forse il momento in cui è stata ripescata dal mare dopo il viaggio inaugurale o è stata trasportata lì da una marea? Si possono solo fare ipotesi.

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